La Via Crucis fa rivivere il viaggio doloroso di Gesù verso il Calvario. Accompagna Maria. Da Lei imparerai a comprendere, a compatire e consolare le sofferenze di Gesù. “Come il Rosario è il compendio del Vangelo, così la Via Crucis lo è della Passione” (Shuster). “La Via Crucis basta da sola a santificare una Parrocchia” (San Leonardo).
VIA CRUCIS
Il Cammino della Croce
Introduzione
La passione di Gesù è il più grande dramma d’amore della storia. Cristo non poteva fare di più per dimostrarci quanto ci ama. Per questo il Cammino della Croce è sempre scuola di misericordia, di umiltà, di carità, di silenzio. È invito all’adorazione, alla preghiera, alla conversione.
Preghiera iniziale
Padre Santo e misericordioso donaci di percorrere con fede e amore il cammino della croce, affinché, partecipi della passione di Cristo, possiamo giungere con Lui alla gloria del tuo Regno. Per Cristo nostro Signore. Amen.
1. Prima stazione: Gesù è condannato a morte.
– Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo.
– Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Dopo aver fatto flagellare Gesù, Pilato lo consegnò perché fosse crocifisso (Gv 19, 16).
Gesù è il Figlio di Dio fatto uomo; è venuto per salvare, per ricolmare ogni uomo della sua grazia.
– Che male dunque ha fatto? Pilato stesso, l’uomo che deve giudicarlo, non lo sa e non riesce a saperlo.
Signore Gesù, tu sei l’innocente ingiustamente condannato. Donaci di riconoscere il nostro male, il peccato che si annida dentro di noi perché, reso limpido l’occhio del cuore, possiamo conoscere Te, il solo puro e il solo santo, e accogliere il dono della tua salvezza.
Padre Nostro... Ave Maria... Gloria...
2. Seconda stazione: Gesù riceve la croce sulle spalle.
– Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo.
– Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Portando Egli stesso la croce si avviò verso il Golgota (Gv 19,17).
Gesù abbraccia la croce. La croce, fino ad allora odiato strumento di morte, diventa bella e salutare, degna d’ogni onore e capace di lenire tutti i dolori...
La croce ci sta sempre dinanzi all’inizio di ogni giorno, ci viene spesso incontro nella forma di qualche dolore fisico o morale, di qualche delusione non prevista... È la croce di Gesù!
Concedici, Gesù, una vita di rettitudine e di coraggio, che non si vergogni di riconoscerti davanti a tutti come Signore e Salvatore.
3. Terza stazione: Gesù cade per la prima volta.
– Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo.
– Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Eppure, egli portò le nostre infermità, e si addossò i nostri dolori. Noi lo ritenemmo come un castigato, un percosso da Dio e umiliato. Ma egli fu trafitto a causa dei nostri peccati, fu schiacciato a causa delle nostre colpe. Il castigo che ci rende la pace fu su di lui e per le sue piaghe noi siamo stati guariti (Is 53, 4-5).
Con animo generoso Gesù si avvia al Calvario, ma le sue membra non possono a lungo sostenere il peso della croce e cade a terra. L’agonia nell’orto del Getsemani, le sofferenze della notte, la flagellazione e la incoronazione di spine lo hanno estremamente indebolito.
Contempliamo il Divino Maestro sotto il peso della Croce, col volto sul duro sasso, circondato da crudeli soldati. Purtroppo sono le nostre cadute nel peccato, le nostre infedeltà che fanno cadere il nostro Salvatore... Gesù si alza e con sforzo rinnovato sale faticosamente il colle...
4. Quarta stazione: Gesù incontra sua Madre.
– Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo.
– Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Simeone disse a Maria: una spada ti trapasserà l’anima (Lc 2, 34-35).
Maria vede Gesù chinato profondamente sotto il peso della croce, col capo coronato di spine e il volto coperto di sangue. A quella vista, ardentemente desidera prendere su di sé i dolori del Figlio e nel suo cuore materno soffre tutti i dolori che straziano Lui.
O Maria, che hai trascorso la tua vita in un’assoluta fedeltà al Verbo di Dio, che in te si è fatto uomo, ottieni anche a noi il dono di essergli pienamente fedeli.
5. Quinta stazione: Simone di Cirene porta la croce di Gesù.
– Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo.
– Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Mentre lo conducevano via, presero un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna e gli misero addosso la croce da portare dietro Gesù (Lc 23, 26).
Chi di noi, trovandosi in quel giorno sulla via del Calvario, non avrebbe aiutato il divino Maestro? Chi non si sarebbe offerto di portare la sua Croce?
Donaci, o Signore, la forza di seguirti quando viene per noi il momento di percorrere la via della croce. Aiutaci ad essere il buon Cireneo per chi, accanto a noi, soffre.
6. Sesta stazione: la Veronica asciuga il volto di Gesù.
– Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo.
– Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Non aveva figura né splendore per attirare i nostri sguardi, né prestanza, sì da poterlo apprezzare. Disprezzato, ripudiato dagli uomini, uomo dei dolori, conoscitore della sofferenza, simile a uno davanti al quale ci si copre la faccia, disprezzato, sì che non ne facemmo alcun caso... Ma Egli fu trafitto a causa dei nostri peccati, fu schiacciato a causa delle nostre colpe (Is 53, 2-3. 5).
Una donna ha compassione di Gesù e, nonostante la presenza ostile dei soldati, osa avvicinarsi a Lui, si stacca dalla folla dei curiosi ed entra nel dramma dell’Uomo – Dio che si consegna alla morte per amore del suo popolo. La donna gli asciuga il volto, volto del Verbo di Dio fatto uomo, volto coperto di sangue e sudore, volto sfigurato...
Signore, Tu ci hai creati ad immagine e somiglianza tua. Imprimi nel nostro spirito i lineamenti del tuo Figlio.
7. Settima stazione: Gesù cade per la seconda volta.
– Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo.
– Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Egli ha portato i nostri mali, ha sopportato i nostri dolori e noi lo abbiamo considerato un battuto, colpito da Dio e umiliato (Is 53, 4).
Lungo una via di morte Gesù cade a terra, affinché si aprano alla speranza coloro che, sfiduciati e indeboliti, soccombono alla tentazione... Gesù si rialza perché sacerdote fedele alla sua missione. Si rialza perché ognuno di noi, risollevandosi dalle cadute, resti fedele alla propria vocazione e prosegua con Lui sulla via della vita.
Signore, che nella tua onnipotenza hai voluto vincere il male abbassandoti fino ad assumere su di Te la nostra umanità, sollevaci dal nostro peccato e donaci di essere, in Te, liberi in eterno.
Sii per noi, Gesù, la forza che ci sostiene nella tentazione, la mano che ci rialza nella caduta, il balsamo che lenisce le nostre piaghe.
8. Ottava stazione: Gesù consola le donne di Gerusalemme.
– Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo.
– Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di Lui. Ma Gesù, voltandosi verso le donne, disse: “Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli” (Lc 23, 27-28).
Le figlie di Gerusalemme compiangono la Madre e il Figlio, ma non comprendono il senso profondo dell’evento, il motivo per il quale soffrono. Ma chi è veramente da compiangere? Coloro i quali, posti sulla via stessa di Gesù, non riconoscono in Lui il Salvatore: i carnefici impassibili, la folla, spettatrice
curiosa, i capi che lo scherniscono.
Chi è veramente da compiangere? Coloro i quali, oggi, non credono, non riescono ad incontrare
Dio, hanno orecchi e non odono, hanno occhi e non vedono e lasciano che la grazia passi.
Signore Gesù, suscita in noi il desiderio sincero e costante di riconoscere in Te l’unico Salvatore e di convertirci a Te.
9. Nona stazione: Gesù cade per la terza volta.
– Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo.
– Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Hanno scavato le mie mani e i miei piedi, posso contare tutte le mie ossa. Essi protendono lo sguardo, si mostrano felici della mia sventura; le mie vesti si dividono fra loro, sui miei abiti gettano la sorte (Sal 22, 17-19).
Di nuovo Gesù cade, di nuovo si rialza, spronato non già dai colpi crudeli dei carnefici e dalle imprecazioni della folla, ma dal suo infinito amore per noi.
Signore, caduto a terra, sfinito e umiliato, sei sempre nostro Maestro: di fortezza, di tenacia, di amore. Insegnaci a soffrire senza lamento, a rialzarci senza esitazione, a cercare senza compromessi la gloria del Padre e la salvezza dell’uomo.
10. Decima stazione: Gesù è spogliato delle vesti.
– Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo.
– Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Divisero le sue vesti tirandole a sorte (Mc 15, 24).
Le vesti di Gesù sono diventate una sola cosa col suo corpo insanguinato. I carnefici gliele strappano senza pietà... Gesù ci mostra cosa significa profanare col peccato il nostro corpo, un membro del suo Corpo. Ci dona la forza e il coraggio per combattere subito e con generosità in modo da mantenerci buoni cristiani in un mondo che è pieno di inganni e tentazioni.
Signore, che ti sei lasciato spogliare delle tue vesti, insegna anche a noi a liberarci da tutto ciò che non è conforme alla tua volontà.
11. Undicesima stazione: Gesù è inchiodato sulla croce.
– Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo.
– Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Quando furono giunti sul luogo detto Calvario vi crocifissero Gesù e due malfattori (Lc 23, 33).
Durante la sua vita, le moltitudini lo avevano proclamato Profeta, il Figlio di Davide. Pochi giorni prima lo avevano salutato come il Re, l’Atteso, Colui che viene nel nome del Signore. E ora, è condannato a morire di morte infame come un bestemmiatore, un ladro, tra due malfattori, quasi fosse il loro capo. La sua potenza è schernita, i suoi miracoli attribuiti a Satana…
O Signore, che hai accettato di morire per la crudeltà umana, illumina la nostra mente in modo da vedere, nella tua croce, l’opera nascosta della nostra redenzione.
12. Dodicesima stazione: Gesù muore sulla croce.
– Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo.
– Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio si fece buio su tutta la terra. Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”... E Gesù, emesso un alto grido, spirò (Mt 27, 45-46. 50).
La croce è la cattedra del nostro Divino Maestro. È il trono del nostro Re.
Gesù crocifisso, vero Dio e vero uomo, abbi pietà di noi e accogli la nostra supplica.
Gesù crocifisso, unico Signore e Salvatore, abbi pietà di noi.
Gesù crocifisso, Sacerdote eterno e Re universale, abbi pietà di noi.
Gesù crocifisso, Pastore buono e giusto Giudice, abbi pietà di noi.
13. Tredicesima stazione: Gesù è deposto dalla croce e consegnato alla Madre.
– Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo.
– Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Giuseppe di Arimatea andò da Pilato e gli chiese il corpo di Gesù. Allora Pilato ordinò che gli fosse consegnato (Mt 27, 58).
Giuseppe di Arimatea e Nicodemo depongono Gesù dalla Croce. Maria lo tiene nelle sue braccia, come nella grotta di Betlemme e nella casa di Nazareth quando Gesù era un bambino. Maria considera ad una ad una le piaghe del suo santissimo corpo e la spada del dolore trafigge, con rinnovata forza, il suo cuore materno. Nel giorno dell’Annuncio, l’Angelo le aveva predetto un mistero: dal suo grembo verginale sarebbe nato un figlio che sarebbe stato chiamato “Figlio di Dio”... Con il Figlio morto nel suo grembo, sostenuta dallo Spirito, rinnova il suo “fiat”. Conosce il senso profondo dell’evento: si sta compie o la volontà del Padre che vuole salvi tutti gli uomini.
14. Quattordicesima stazione: Gesù è deposto nel sepolcro.
– Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo.
– Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Pilato concesse la salma a Giuseppe. Egli allora, comprato un lenzuolo, lo calò giù dalla croce e, avvoltolo nel lenzuolo, lo depose in un sepolcro scavato nella roccia (Mc 15, 45-46).
Gli apostoli, i discepoli e gli amici di Gesù sono sbandati e del tutto sfiduciati. “Tutto è finito!”, mormorano in cuor loro. Tutti, tranne Maria, colei che ha creduto e che crede ancora. E infatti, proprio da questo sepolcro si sprigionerà la risurrezione, la nuova vita.
Signore Gesù, deposto nel sepolcro nuovo, Vincitore del demonio e del peccato, scendi negli inferi e risveglia a vita immortale coloro che giacciono nell’ombra della morte.
A Te, Gesù, Redentore dell’uomo, ogni onore e gloria nei secoli eterni.
Preghiera finale
Scenda, o Signore, la tua benedizione su di noi, tuoi figli, che abbiamo commemorato la morte del tuo Figlio nella speranza di risorgere con Lui. Vengano a noi il perdono e la consolazione, cresca la nostra fede, si rafforzi la nostra certezza nella redenzione eterna. Per Cristo nostro Signore.
