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E’ necessario credere nei sacerdoti?

  • Immagine del redattore: P. Miguel Ángel Fuentes
    P. Miguel Ángel Fuentes
  • 14 gen 2023
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 4 mag 2023

Domanda:

Caro Padre,

mi sembra che il mio problema sia comune a molti cattolici: faccio fatica a credere nei sacerdoti. Ho avuto molte brutte esperienze, avendo conosciuti sacerdoti ben poco degni della loro missione: poco preoccupati dei fedeli, o preoccupati soltanto dei loro interessi, o semplicemente “mondani”. Questo mi ha procurato, come conseguenza, che non riesco più a guardarli senza sfiducia. Cosa posso fare?


Risposta:

Caro amico,

nelle Memorie di Don Bosco si racconta che egli era solito dire ai suoi sacerdoti salesiani: "Il sacerdote è sempre sacerdote, e deve manifestarsi come tale in tutte le sue parole. Essere sacerdote vuol dire avere continuamente il dovere di essere rivolto agli interessi di Dio e alla salvezza delle Anime. Un sacerdote non può mai permettere che chi si è avvicinato a lui, se ne allontani senza aver prima ascoltato una parola che manifesti il desiderio della salvezza eterna della sua Anima".

Sempre lo stesso Don Bosco, però, quando sentiva parlare di tradimenti o di scandali pubblici di persone importanti o di sacerdoti, diceva ai suoi discepoli: "non dovete sorprendervi di nulla: dove ci sono uomini, ci sono miserie".

Mi sembra che queste due citazioni contengano il giusto criterio equilibrato per giudicare il sacerdote e per definire il nostro rapporto con lui.


Il sacerdote è chiamato, per la sua vocazione, a una grande santità; però continua a essere un uomo, e in quanto tale, fragile e circondato di debolezze. Tra gli apostoli dello stesso Gesù Cristo, ci fu chi lo tradì (Giuda), chi lo rinnegò (Pietro), e chi (tutti gli altri) lo abbandonò durante la Sua Passione. Tuttavia, ciò non rese gli apostoli meno sacerdoti; e a loro Gesù diede il potere di consacrare il Suo Corpo e il Suo Sangue (Fate questo in memoria di Me: Lc22,19), e di perdonare i peccati nel Suo Nome (cf. Gv20,23).


Dobbiamo pregare per i nostri sacerdoti, perché siano santi e perchè siano fedele riflesso del Sommo ed Eterno Sacerdote, che è Gesù Cristo. Però dobbiamo guardare al sacerdote come a un “sacramento” di Cristo; ovvero, mentre vediamo un uomo, con difetti e miserie, la Fede deve farci “scoprire” lo stesso Cristo.

Per questo domandava San’Agostino: ”E’ Pietro che battezza? E’ Giuda che battezza? E’Cristo colui che battezza!”. E’ Cristo che consacra per noi sull’altare, ed è Cristo che perdona i nostri peccati.

L’efficacia viene da Cristo; non dal ministro. Le parole di Cristo ( Fate questo in memoria di Me; A chi perdonerete i peccati…) conservano sempre tutta la freschezza ed efficacia, a prescindere dal fatto che il ministro che le pronuncia sia magari un peccatore incallito.

Per questo motivo, Innocenzo III condannò coloro che affermavano che il sacerdote che amministra i sacramenti in peccato mortale opera invalidamente; e il medesimo concetto fu ribadito dal Concilio di Trento.


A tutto questo si aggiunge qualcosa che - forse non è il tuo caso - accade con una certa frequenza: si tratta del fatto che gran parte di coloro che dicono: "io non credo nei sacerdoti..." o "io non credo nei preti…” celano sotto questa dichiarazione un problema di fondo.

Più che non credere, il loro problema è che non vogliono credere; e non vogliono credere perché non vivono in maniera "pulita" il loro fidanzamento, o il loro matrimonio, o i loro affari. I problema è che credere nei sacerdoti significa credere nel sacerdozio: credere cioè nella necessità che ci sia il sacerdote, quale mediatore tra Dio e gli uomini; nella necessità di ricorrere al sacerdote affinchè ci vengano perdonati i peccati; nella necessità di assistere alla Messa domenicale; nella necessità di rispettare i Comandamenti.

Credere nel sacerdozio implica accettare tutte queste cose che sono un dovere personale, indipendentemente se questi sacerdoti che celebrano la Messa e perdonano i peccati sono o non sono loro stessi santi.

Quando i dieci lebbrosi si avvicinarono a Gesù per chiederGli di guarirli, il Signore disse loro: "Andate a presentarvi ai sacerdoti", come prescriveva la legge (Lc 17,14), sebbene Gesù sapesse che quei sacerdoti lasciassero molto a desiderare, come lo dimostrò l’opposizione che loro stessi fecero a Gesù.


Gesù Cristo chiederà conto a ognuno di noi di ciò che abbiamo fatto, secondo i Comandamenti che ha dato per ognuno di noi: non ci giudicherà per i peccati dei nostri sacerdoti o la loro santità!


Ci rimane comunque l’obbligo di pregare sempre per i nostri pastori, perche abbiano un cuore come quello del Divino Pastore.


P. Miguel A. Fuentes, IVE

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