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Temiamo di perdere la Fede!

  • Immagine del redattore: P. Miguel Ángel Fuentes
    P. Miguel Ángel Fuentes
  • 22 lug 2022
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 4 mag 2023

E' segno di buon senso il timore di perdere la vita. C’è chi la rischia senza paura; questo si chiama temerarietà, ed è un vizio o una patologia, perché si può perdere il senso del valore della vita a causa di vizi o perché qualcosa non funziona bene nella testa.

Tuttavia, ho detto questo non perché voglio parlare della temerarietà naturale, per la quale si mette a rischio la vita naturale, ma perchè mi aiuta a parlare di un problema che riguarda la maggior parte dei cattolici, ai quali succede la stessa cosa con la Fede.

E se questo discorso non ti colpisce, allora il problema riguarda anche te.


Amore e timore sono strettamente legati. Uno nasce dall'altro. Chi non teme non ama, e non si può amare senza temere. Temere, cioè, di perdere ciò che si ama. La mancanza del timore di perdere la vita manifesta che la si ama poco, seppure un timore esagerato può essere segno di un altro problema, del quale però ora non ci occupiamo.

Alla stessa maniera, se si stima la Fede, ovvero se la si ama, si dovrebbe avere un sano timore di perderla, specialmente nel tempi in cui viviamo, in cui la Fede è più che minacciata: è minacciatissima.

Siamo sempre presi di mira; faremmo bene a custodire la fede e a temere di perderla.

Il timore, se è sano, stabilisce l’Anima in una solida umiltà e la fa camminare con cautela, senza esporsi al pericolo, perchè la Fede è un dono, e l’Anima farebbe bene a temere che Dio le ritiri i Suoi doni, se non li usa convenientemente.


San Giovanni d’Avila diceva che è bene vigilare molto su come viviamo e su come approfittiamo del dono della Fede che abbiamo, perché Dio non ci castighi lasciandoci cadere in qualche errore “perché la stessa cattiva coscienza a poco a poco rende cieco l’intelletto, in modo da cercargli una dottrina d’accordo con la sua malvagità.” (Audi filia, c.49)

La perdita della Fede è di tale importanza e gravità per l’Anima, che sarebbe peggiore della durezza della volontà. Perché per quest’ultima c'è sempre un rimedio, se si conserva la Fede; invece se manca la Fede, allora non esiste alcun rimedio. (Audi filia, c.47)


Ma quante persone giocano con la loro Fede! Compresi sacerdoti, religiosi e Vescovi! Giocano con essa quando non la vivono, quando non pregano, quando strizzano l'occhio alle mode contrarie alla verità cristiana, quando si fanno catturare dalle curiosità morbose o dalle illusioni, e soprattutto, quando bevono tutti gli errori contro la verità cattolica che giorno dopo giorno, ora dopo ora, minuto dopo minuto entrano in noi attraverso tutti e cinque i sensi.

Quello che sta succedendo ora in tante parti della Chiesa è un problema di Fede. Un problema di perdita di Fede. Perché molti che si considerano cattolici non sono nemmeno cristiani : sono pagani.

Non hanno Fede. Non hanno Fede quelli che insegnano il contrario del Vangelo; non hanno Fede quelli che negano o si burlano di qualche Dogma della Chiesa; non hanno Fede quelli che insegnano eresie dal pulpito o dalle cattedre. Non hanno Fede quelli che credono che la Chiesa possa cambiare la sua Dottrina in questioni essenziali. Non hanno Fede …o l’hanno persa e dimenticata in piazza durante l’ultima passeggiata.

Non si curano della loro Fede quelli che vivono in un costante stato di peccato mortale, perché come dice San Paolo: ”alcuni, per aver rifiutato di vivere con la coscienza retta, sono naufragati nella Fede” (1Tim 1, 18-19). Vivi come se non avessi Fede e vuoi che Gesù Cristo ti conservi la Fede!

Per questo è molto sano il timore - equilibrato - di perdere la Fede; non sia mai che dopo aver predicato agli altri, siamo noi condannati (cf.1Co 9,27).



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