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In viaggio verso Lindi

  • Immagine del redattore: P. Diego Cano
    P. Diego Cano
  • 9 feb 2023
  • Tempo di lettura: 5 min

Aggiornamento: 6 mag 2023


Kangeme, Kahama, Tanzania, 9 febbraio 2023


Vi racconterò, con tempo e calma, il viaggio che ho fatto per visitare la diocesi di Lindi, nel sud della Tanzania, sulle rive dell'Oceano Indiano.

Dalla nostra missione dobbiamo percorrere 1.570 km per arrivarci e quindi, tra andata e ritorno, ho percorso 3.140 km in autobus… e che autobus! Potete immaginare che quel viaggio via terra è una vera e propria odissea.

Penso che raccontandovi alcuni particolari sarà possibile farvi conoscere meglio la nostra realtà della missione in Tanzania.


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Il Vescovo di Lindi, Mons. Wolfgang Pisa, ci avevo conosciuto qui a Kahama, quando è venuto per la consacrazione del nuovo vescovo della diocesi.

Ci siamo scambiati i numeri di telefono e ci ha invitato a visitare la sua diocesi.

Abbiamo potuto compiere il viaggio a gennaio, approfittando del fatto che dovevo recarmi nella capitale della Tanzania, Dar es Salaam, per alcune pratiche burocratiche.

Già solo il viaggio a Dar es Salaam in autobus è tremendo: dura almeno 17 ore, l'autobus non ha il bagno, i sedili sono stretti e quasi non si reclinano. A causa della lunghezza del viaggio, in quelle 17 ore si fanno 3 soste, per andare in bagno, per sgranchirsi un po' le gambe e per comprare qualcosa da mangiare.

Le soste sono di dieci minuti esatti, quindi bisogna organizzarsi molto bene perchè appena l'autobus si ferma si deve fare tutto in fretta. È incredibile come tutti siano tornati sull'autobus puntuali per la partenza.

Non si aspettano i ritardatari, e se qualcuno ha la sfortuna di arrivare in ritardo, deve riuscire a trovare il modo per salire sull'autobus che è già partito: di solito questo si riesce a fare con un mototaxi (vodavoda in swahili), che corre più veloce del bus, e lo raggiunge dopo pochi chilometri, ma la corsa a 100 km orari è abbastanza impressionante.

Ad ogni modo, diciamo che nessuno vuole restare giù dall'autobus, e, come soldatini addestrati, uomini, donne e bambini, si fanno trovare al loro posto prima della partenza.

Il disagio di questi viaggi comprende anche il caldo tremendo di alcuni posti, soprattutto nelle ore centrali della giornata, su autobus senza aria condizionata che possono prendere un po' di fresco solo aprendo i finestrini.

Pertanto, conviene fare il minor numero di soste.


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Dar es Salaam è una città molto calda e umida, in ogni periodo dell'anno.

Noi non siamo abituati a quel clima. E' indispensabile avere un ventilatore per poter dormire.


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Grazie a Dio sono riuscito a sbrigare tutte le scartoffie in fretta, e speravo di potermi recare a Lindi il giorno dopo. A mezzogiorno ho chiamato il vescovo e lui mi ha chiesto di viaggiare quello stesso giorno, perché aveva altre visite il giorno dopo e voleva che fossimo insieme nel giro attraverso varie parrocchie della sua diocesi. Mi ha detto di cercare con attenzione perchè entro le 2 del pomeriggio avrei potuto trovare un modo per arrivare a Lindi.

Il viaggio fino a Lindi è di quasi 500 km e ci vogliono circa otto ore: ho iniziato il giro delle diverse stazioni degli autobus da dove partono per il sud, e ovunque mi hanno risposto negativamente, perché gli autobus erano tutti pieni. Anche il tassista, un nostro conoscente, mi ha detto che sarebbe stato più facile trovare un biglietto per il giorno dopo. Gli ho detto di tentare tutte le possibilità, così siamo andati all'ultima delle stazioni che ci mancava, che mi sembra si chiami “Mbagala”.

Lì abbiamo trovato un piccolo autobus, con i sedili rigidi e piccoli; è uno di quegli autobus che non parte finché tutti i posti non sono occupati.

Indicativamente la partenza era all'una del pomeriggio. Ho salutato il tassista che mi ha augurato buon viaggio, con un sorriso malizioso. Lì mi hanno fatto "sedere" in un posto, dal quale non mi potevo più muovere, se non disturbando metà dell'autobus

Accanto a me c'era una signora, con suo figlio, un bambino di un anno e mezzo.

Di solito le persone si siedono anche sul pavimento del corridoi, e sotto i sedili mettono qualsiasi cosa gli venga in mente.

Le persone sono molto accomodanti qui in Tanzania, conversano e fanno amicizia.

Si sorprendono che un bianco viaggi in un mezzo di trasporto del genere, e penso che quando gli si sorride e li si saluta in swahili, ne abbiano piacere. A quel punto si scambiano alcune domande, saluti, ... ed è sufficiente per sentirsi a proprio agio (mentre non si può dire lo stesso per l'autobus).


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Il tempo passava, era l'una del pomeriggio, e non ero il solo a morire di caldo.

A poco a poco ha iniziato a manifestarsi malumore, fino ad imprecazioni contro l'autista, ma sempre senza esagerare.

Finalmente, quando l'autista ha capito che non c'era più posto, e che non aveva senso continuare ad aspettare sotto il sole cocente di Dar es Salaam, siamo partiti, alle due del pomeriggio. Il ragazzo seduto accanto a me mi aveva guardato con paura, ma quando si addormentò non ebbe remore a dormire sul mio braccio. I sedili sono così piccoli che era impossibile che si potesse sdraiare senza occupare due posti.

Come dicevo a proposito del viaggio da Kahama, tutto va molto bene finché si rimane in movimento. Sfortunatamente, questo autobus si ferma continuamente per far salire o scendere le persone, caricare su e giù.

Ma finalmente alle 11 di sera sono arrivato a Lindi, congedandomi dai vicini di posto di tante ore.

Un sacerdote molto giovane, ordinato da appena quattro mesi e che abita con il vescovo, è venuto a cercarmi alla fermata dell'autobus. È un sacerdote cappuccino, destinato ad andare in Papua Nuova Guinea tra pochi mesi, poiché quella missione dipende dalla provincia cappuccina della Tanzania.

Arrivato al vescovado, mi hanno invitato a sedermi a tavola per mangiare qualcosa prima di andare a dormire. Mentre mangiavo, il vescovo è venuto a salutarci, nonostante fosse molto tardi. Si è seduto al tavolo e ha cominciato a chiacchierare molto semplicemente. Anche il vescovo è cappuccino; si tratta in un nuovo vescovo, ordinato nel giugno dello scorso anno.


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Il giorno seguente abbiamo concelebrato la S. Messa con il vescovo emerito, e con i sacerdoti in visita, che sono il provinciale dei Cappuccini della Tanzania e l'economo. Insieme a loro abbiamo visitato otto parrocchie della diocesi, in due automezzi, con il vescovo e il suo segretario.

I cappuccini in Tanzania sono più di 200, e la provincia è molto vasta e attiva anche in alcuni paesi limitrofi: servono 31 parrocchie in varie diocesi della Tanzania.

È stato molto bello visitarli, sono sacerdoti molto bravi e affabili.

La visita prevedeva anche una tappa al seminario minore della diocesi e alla cattedrale.

È stata una giornata ricca di molte esperienze, e vorrei potervele raccontare nella prossima cronaca, perchè questa è una diocesi molto diversa dalla nostra di Kahama. C'è molto da raccontare.

Aspetto di poter andare avanti a scrivere la prossima settimana, per concludere la cronaca del viaggio Lindi.


Saldi sulla breccia!

Viva la missione!

P. Diego Cano, IVE



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